Variante al Piano di Governo del Territorio

Novembre 20, 2023

Tutto da rifare? A dire il vero, no.

Dopo aver letto il contenuto di alcuni articoli apparsi sui giornali locali e a fronte di dichiarazioni circolate da parte dell’opposizione in questi giorni, interveniamo per correggere alcune storture, in parte diffamanti, e raccontare ciò che è stato omesso, per far sì che i cittadini possano farsi un’ opinione sulla vicenda, avendo a disposizione tutti gli elementi.

Partiamo dalla coda e diciamo subito che è eccessivo quanto titolato da un giornale locale nell’edizione dello scorso venerdì: “Paderno Dugnano: Variante Pgt, è tutto da rifare per un errore che rimanda a una vecchia versione del documento di partenza”.  

Non è assolutamente tutto da rifare, va solo corretto l’accoglimento di un emendamento proposto dalla Lega perché, in sede di votazione, non si è tenuto conto nell'ultima frase, dove si chiedeva di reinserire una vecchia tavola del PGT 2013, cosa non applicabile.

Un errore evitabile, ma plausibile dopo circa sette ore di Consiglio, a margine di altre tre serate di discussione. Si tornerà quindi in Consiglio Comunale per sistemare questo problema.

Rispetto al contenuto di quell’articolo, si dà voce a una serie d’illazioni che non mettono a fuoco i contenuti e le scelte politiche di questa Variante al PGT, quanto a una serie di errori rilevati, per lo più refusi, presentati come causa d’inefficacia.

Per chi ha seguito le sedute del Consiglio Comunale, si è già detto di come errori di questo tipo siano pressoché comuni a tutti i PGT e che anche l’amministrazione Alparone, un anno dopo l’approvazione del suo documento di Piano, dovette tornare in Consiglio con una delibera apposita per aggiustare almeno una ventina di errori, mentre altri furono corretti in corso d’opera, come stiamo facendo noi, anche con osservazioni fatte dall’ex Sindaco e dall’ex Assessore Bogani.

Nulla di diverso e nuovo.

Di diverso e nuovo c’è che, a differenza dell’altra volta, l’opposizione si è prodigata a inviare SOLO all’ultimo momento quasi 200 emendamenti (tutti insieme, alcuni evidenti doppioni) e a presentare durante la prima seduta di Consiglio  altri 30 “emendamenti di emendamenti” , quasi  fosse un gioco. Ogni emendamento richiede invece l’avvio di un procedimento che prevede un esame, una risposta tecnica, una presentazione in Consiglio e una votazione.

Ciò ha intasato gli uffici e messo in difficoltà tutti, anche i Consiglieri: non sempre si è riusciti a esaminare gli emendamenti a puntino, qualcosa è sfuggito (vedi il motivo per cui dobbiamo tornare in Consiglio Comunale) non tutto è stato compreso.

C’era la possibilità di tradurre quegli emendamenti in osservazioni da presentare nella fase successiva, tra l’adozione e l’approvazione, dando così più tempo a tutti; ma l’opposizione è andata in un’altra direzione, quella del sabotaggio, a discapito dell’interesse generale.

Il PGT vigente è infatti scaduto e occorre adottarne, nel più breve tempo possibile, uno nuovo. Dilatare i tempi e fare ostruzionismo, mette in difficoltà interessi pubblici e privati.

L’errore nostro è stato, in buona fede, considerata la possibilità, come da regolamento, di presentare gli emendamenti fino alle ore 9 del giorno stesso della prima seduta di Consiglio Comunale, di non convocare il Consiglio, com’è stato fatto nel 2013 da loro, in modo fittizio una settimana prima, per permettere di avere più facilmente il numero legale e più tempo per esaminare gli emendamenti.

Siamo stati ingenui? Forse sì, sicuramente, ma la partecipazione per noi è davvero importante, confidiamo sempre nella buona politica e nella responsabilità di chi ricopre cariche istituzionali. Obiettivo dell’opposizione sembrerebbe invece quello di fare in modo di allungare il più possibile i tempi, per creare problemi circa i termini di approvazione dello strumento, prima della chiusura del nostro mandato.

Considerate le critiche riportate dai social di opposizione e dai giornali, si può pensare che la Variante al PGT che stiamo facendo sia un disastro e che invece il vecchio PGT fosse eccezionale.

Come esplicitato già durante il Consiglio Comunale, il PGT del 2013 nei fatti ha prodotto:

  • AT 6: in una zona che era parte del Parco Grugnotorto, è stato ridotto il perimetro del Parco GruBrìa per permettere la costruzione di un edificio, ora presente. Un emendamento dell’opposizione chiedeva di reinserire il poco terreno rimasto, una L, di nuovo nel perimetro del parco, quasi una presa in giro. Ecco, questo non è un intervento di qualità.
  • AT 3 che riguarda la ex Metalli Preziosi: si è lasciato fermo il problema, cedendo la parte “buona” senza ottenere nulla in cambio: le compensazioni dove sono? E la pista ciclabile, dov’è?
  • RE3 qui abbiamo già detto tutto, o quasi... Ad aprile 2023 il Consigliere Boffi, parlando di RE3, ha dichiarato che la Giunta Alparone non voleva costruire nell’area del Seveso. Le vicende e il PGT del 2013 dicono invece qualcosa di diverso: se non si voleva costruire, perché si è addirittura quintuplicata la volumetria? In sede di controdeduzione e approvazione delle osservazioni, n’è stata accolta infatti una che proponeva di aumentare lì la superficie e quindi la volumetria...
  • Consumo di suolo: la superficie urbanizzabile era molto di più nel PGT del 2013 che prevedeva 226mila mq, la metà circa rappresentati e attuati dalla Rho Monza. Con la Variante 2023 riusciamo a recuperare più della metà di ciò che rimane, di cui 20mila mq sono una zona dove la qualità del terreno è elevata.
  • Con il PGT 2013 non si è riusciti a far decollare gli Ambiti di Trasformazione e a favorire la rigenerazione di aree importanti del nostro territorio, che hanno visto così aumentare il degrado e l’abbandono.
  • Non è stato inoltre mai adottato un Piano per la mobilità, che dovrebbe essere naturale conseguenza di un PGT, con le importanti ricadute che, al netto del Ponte, viviamo tutti quotidianamente.

Oltre ad adeguare lo strumento dal punto di vista normativo, la nuova Variante pone al centro le questioni della resilienza di un territorio e della sostenibilità ambientale. 

Il primo impegno, dichiarato nel nuovo PGT, è il consolidamento di matrice ambientale e delle reti ecologiche; punto fondamentale è proprio l’asta del Seveso.

Molti degli emendamenti e degli interventi riportati, dicono che ci siamo dimenticati del Parco del Seveso, ma questo non è vero. Adottiamo strategie diverse dal PGT del 2013, che prevedeva solo acquisizioni in cambio di volumetrie altrove.

Le scelte che adottiamo con questa Varante sono in linea con il “Contratto di fiume” che indica, oltre al favorire la fruizione delle aree di sponda, prioritariamente l’intervento sulle acque, obiettivo che perseguiamo a pieno attraverso le azioni sulla permeabilità del suolo (con indice di permeabilità territoriale aumentato al 30% per ogni intervento), il recupero delle acque meteoriche e tutti gli interventi volti a garantire la sicurezza rispetto al tema del dissesto idrogeologico e ambientale.

La nuova Variante inserisce incentivi che vanno nella direzione della resilienza, perché tutti, pubblico e privato, dobbiamo fare la nostra parte:

- se si aumenta la superficie permeabile e se la si mette a verde privato piantumato;

- se si aumentano le superfici alberate e se si inseriscono alberi ad alto fusto nei nuovi interventi urbanistici;

- se si realizzano coperture verdi che corrispondono a quei criteri di Nature Based Solution attuati in tutto il mondo per migliorare l’ambiente costruito.

Sbagliato è invece proporre, come fatto negli emendamenti, di dare aumenti volumetrici se si dichiara di realizzare un certo grado di efficientamento energetico degli edifici: primo, perché la verifica del livello di efficientamento la si può fare solo dopo che si è realizzato l’edificio e se non si raggiunge il livello promesso, che si fa? Si abbatte? Secondo perché già la normativa di per sé prevede l’obbligo di realizzare edifici con criteri e tecnologie ai massimi livelli di efficientamento energetico (NZEB Nearly zero energy building).

Molte altre sarebbero le cose da dire.

Questa Variante è migliore di quella del 2013. Sotto più punti di vista. Ne siamo convinti.

L’opposizione ha fatto un lavoro di analisi che sicuramente potrà portare all’approvazione di un documento con meno refusi e imprecisioni, ma ha anche attuato un ostruzionismo che non possiamo che evidenziare e non condividere.

Noi continuiamo a pensare all’azione politica come legata al principio di servizio, al fare qualcosa di utile per il bene comune e la comunità.

Altri adottano la strategia dell’ostruzionismo accompagnato da scene deplorevoli, come quelle verificatesi in Consiglio dove il Consigliere Bogani indica l’assessore Mapelli con l’appellativo di “handicappato” o come quella dove la Consigliera Landro, uscendo dall’aula e rivolgendosi al Consigliere Tiano, gli chiede se non parla perché ha paura.

Chiudiamo dicendo anche che l’Assessore e Vicesindaco Di Maio, non è la stampella di nessuno.

Il Consigliere Scirpoli, legato alla sua lista, ha sempre garantito presenza in aula perché persona responsabile; ha deciso di astenersi per motivazioni sue, per altro legittime, in posizione diversa dalla sua capogruppo con la quale vi è stata invece sempre piena condivisione.