
Di fronte ai migranti (soprattutto quelli di cultura islamica) ci sono due modi di vedere.
C'è chi si allarma e pensa che ci possiamo difendere costruendo barriere, muri, steccati, argini, sbarramenti...
E c'è chi pensa che la miglior difesa sia conoscersi e rispettarsi nelle reciproche differenze, stabilire relazioni vere, collaborare, costruire insieme una società plurale che sia casa comune per tutte e tutti.
Sono due modi profondamente diversi di affrontare la realtà.
I primi giocano in difesa e si agitano per proteggere la cultura italiana del tempo che fu, le tradizioni religiose di una volta (che oggi hanno poco "appeal" anche per i giovani autoctoni e gli italiani doc).
I secondi guardano al futuro e si impegnano per realizzare fraternità, cercando ciò che unisce e non ciò che divide.
Si tratta di un lavoro di tessitura lungo e difficile, ma necessario.
Noi pensiamo che quest'ultima sia la sola via praticabile: governare per quanto è possibile i flussi migratori e promuovere un vero inserimento dei nuovi arrivati e, soprattutto, delle nuove generazioni (sono ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, che parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole, condividono tante cose con i nostri figli...).
Volete più sicurezza?
Garantiamo dialogo, integrazione, benessere, convivialità delle differenze! In una parola: CITTADINANZA![]()
Occhio! ![]()
Chi agita gli spettri e suscita paure,
pensando di risolvere così i problemi,
in realtà li rende più acuti e più gravi.