
L'opinione diffusa, con la destra al governo, è che il carcere sia una soluzione.
L'associazione Antigone non esita a parlare di "frenesia punitiva e disciplinare del Governo che è tracimata oltre il sistema penale, andando a colpire anche altri mondi come quello della giustizia minorile, della scuola, dell’immigrazione. Sono finiti sotto il mirino della repressione: donne detenute in stato di gravidanza, minorenni che commettono reato, attivisti politici, detenuti che disobbediscono con forme di resistenza passiva, studenti, consumatori di sostanze"...
A questa deriva noi diciamo di no. Il carcere non è la soluzione per i problemi della società!
Redattore Sociale riferisce una situazione preoccupante: Nei primi 14 giorni del 2024 ci sono stati già 18 decessi in carcere e il sovraffollamento ha raggiunto il 127,54%
Caritas Ambrosiana parla di un 2023 nero, carceri al collasso:
In geometria esiste un’equivalenza tra il volume di un solido (lo spazio che occupa) e la sua capacità (quanto può essere riempito). Per il carcere, in Italia, questa semplice legge non vale e la capienza pare non avere limite. Come è possibile d’altronde, se non sfidando le leggi della fisica, stipare 371 persone in un istituto che ha 185 posti (Brescia Canton Mombello), 690 persone in un carcere che di posti ne ha soltanto 364 (Foggia) o, per restare nel territorio della Diocesi ambrosiana, ficcare 422 persone dove ce ne starebbero solo 240 (Busto Arsizio) e ancora altre 710 nello spazio previsto per 411 (Monza)?
La logica di fondo deve essere diversa: più che la repressione serve la prevenzione, più che la sanzione occorre investire nell'educazione!